
Coty estende la licenza di Marc Jacobs Beauty di 40 anni Una scommessa sul futuro, tra nostalgia e nuove ambizioni
Le licenze beauty sono un po’ come le relazioni sentimentali: quando funzionano, meglio non lasciarsi. Coty ha deciso di applicare questa filosofia su una scala decisamente più ambiziosa, annunciando l’estensione della licenza Marc Jacobs per una durata complessiva di 40 anni. L’accordo con WHP Global e G-III Apparel Group, comproprietarie del marchio, consolida una partnership avviata nel 2003 e mette al sicuro uno degli asset strategici del portafoglio Coty Prestige per i decenni a venire. Tradotto dal linguaggio corporate, l’operazione significa che il gruppo non vuole limitarsi a produrre profumi che riconosciamo a occhi chiusi, ma investire nel potenziale di un marchio capace di attraversare generazioni, estetiche e cicli di consumo. Il timing non è casuale. Dopo l’acquisizione di Marc Jacobs da parte di WHP Global e G-III, completata nel settembre 2026, la maison sta attraversando una nuova fase di sviluppo internazionale. E la bellezza, in questo scenario, rappresenta uno dei territori più promettenti per costruire valore e mantenere vivo il rapporto con i consumatori.
Da Daisy al ritorno di Marc Jacobs Beauty
La storia tra Marc Jacobs e Coty è già costellata di bestseller. Nel 2007 arriva Daisy Marc Jacobs, destinato a diventare uno dei profumi femminili più riconoscibili del segmento prestige, seguito da Perfect Marc Jacobs nel 2020 e da Daisy Wild nel 2024. Quest’ultimo ha conquistato il primo posto tra i lanci di fragranze negli Stati Uniti pochi mesi dopo il debutto e nel Regno Unito durante l’anno di uscita. Secondo Coty, oggi le fragranze Marc Jacobs figurano tra le prime 10-15 femminili prestige negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e in Australia. Ma il vero colpo di scena è il ritorno di Marc Jacobs Beauty, rilanciato nel 2026 dopo una lunga pausa e accolto da una community che non aveva mai smesso di chiedere il comeback. Disponibile in centinaia di punti vendita Sephora negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Canada, oltre che online, la linea di make-up Marc Jacobs sta già superando gli obiettivi di vendita dichiarati dall’azienda. Come riporta WWD, il brand si colloca tra i primi 20 marchi make-up di Sephora UK e Australia-Nuova Zelanda, mentre eyeliner e ombretti sono tra i primi cinque negli Stati Uniti. A completare l’espansione arrivano anche i Daisy Hair & Body Mists, lanciati nel 2026, che intercettano il crescente interesse per prodotti profumati capaci di accompagnare la routine quotidiana oltre il tradizionale eau de parfum.
Quarant’anni di licenza, una strategia beauty da costruire
L’estensione non riguarda soltanto la nostalgia per un eyeliner cult o il desiderio di riavere una palette che sembrava ormai destinata agli archivi. Per Coty, il rinnovo rappresenta una scommessa sul futuro della cosmetica di lusso e sulla possibilità di trasformare Marc Jacobs Beauty in un business globale, ampliandone la distribuzione, le categorie e i mercati. La licenza offre infatti una piattaforma per accelerare la crescita dei cosmetici colorati, un segmento nel quale il marchio può sfruttare il proprio immaginario creativo e la riconoscibilità costruita nella moda. Markus Strobel, presidente esecutivo e CEO ad interim di Coty, ha definito l’accordo una conferma del ruolo del gruppo come partner di riferimento per i brand fashion e lifestyle di lusso. Anche WHP Global e G-III sottolineano il peso strategico della bellezza nella relazione tra Marc Jacobs e il pubblico. Il contesto, del resto, è particolarmente interessante perché, mentre Coty sta affrontando una riorganizzazione del proprio portafoglio di licenze, compreso il passaggio anticipato di Gucci Beauty a Kering e L’Oréal, Marc Jacobs assume un ruolo ancora più centrale nella strategia Prestige. Quarant’anni sono un orizzonte quasi fantascientifico per un settore in cui trend, formule e desideri cambiano alla velocità di un video TikTok. La scommessa è proprio trasformare un’identità fashion riconoscibile in una presenza beauty duratura, senza lasciare che il revival si esaurisca nel suo stesso entusiasmo. Perché un ritorno virale è una cosa, costruire un’icona che resista al prossimo algoritmo è tutta un’altra storia.
