
Pierre Laroche è il make-up artist che ha cambiato il volto del glam rock E non solo
Se sei interessata anche solo un minimo di make-up o musica, probabilmente il nome di Pierre Laroche ti è già passato davanti. Make-up artist francese, ha lavorato tra moda, musica e cinema, diventando una delle figure più interessanti della scena beauty degli anni Settanta, oltre che essere autore dei mille volti di David Bowie. Ecco chi è Pierre Laroche.
Pierre Laroche, il make-up artist che ha cambiato il volto del glam rock
Un make-up artist fuori dagli schemi
Nato ad Algeri nel 1946, Laroche inizia ad avvicinarsi al mondo del trucco osservando le donne intorno a lui mentre si applicano il kohl sugli occhi. Quel rapporto con il pigmento, il contrasto e la definizione rimane un filo costante nel suo modo di lavorare. Laroche arriva a Londra alla fine degli anni Sessanta e inizia a lavorare per Elizabeth Arden, ma il suo modo di intendere il make-up era troppo innovativo e non andava d'accordo con i canoni convenzionali dell'azienda cosmetica. Quando nel 1972 molla tutto per lavorare come freelance, Londra è nel pieno della stagione glam. Tra musicisti, fotografi, designer e performer, l’uso dell’immagine era fondamentale e Laroche si trova in un ambiente in cui può finalmente sperimentare. Il suo cavallo di battaglia saranno, oltre che ombretti scuri, anche i glitter, che non utilizza semplicemente per aggiungere luminosità, ma per rendere il trucco più vivo, quasi tridimensionale. Nei suoi make-up il colore e la texture diventano qualcosa che occupa il viso invece di limitarsi a completarlo. Il volto diventa per lui una vera e propria tela su cui finalmente sbizzarrirsi.
David Bowie e la costruzione di mille personaggi
L’incontro con David Bowie lo porta a realizzare alcuni dei lavori più importanti della sua vita. Per Ziggy Stardust, Laroche lavora su pelle chiarissima, occhi marcati, labbra rosse e sul piccolo elemento circolare dorato sulla fronte. Per Aladdin Sane, invece, arriva il fulmine rosso e blu che attraversa il volto di Bowie e diventa uno degli elementi più riconoscibili dell'intera sua carriera. Il lavoro di Laroche parte sempre dal viso che ha davanti. Conosceva bene le proporzioni di Bowie, i suoi zigomi, la bocca. Non si trattava quindi soltanto di applicare un'immagine sul volto: il trucco doveva funzionare con le caratteristiche della persona che lo indossava. Per questo il suo approccio è davvero interessante: Laroche non pensa al make-up come a qualcosa che debba necessariamente correggere o rendere più armonioso un viso. A lui interessa modificare la percezione del viso stesso.
Mick Jagger, Frank-N-Furter e tutto il resto
Da Bowie è stato tutto un crescendo. Lavora con Mick Jagger, Twiggy, Bianca Jagger e Nona Hendryx e porta il suo linguaggio anche al cinema con The Rocky Horror Picture Show. Infatti, è lui a dare un volto a Frank-N-Furter, interpretato da Tim Curry. Negli anni successivi il suo lavoro arriva anche nei magazine di moda, dove quella libertà diventa parte di un linguaggio editoriale. Con Pierre Laroche il make-up diventa teatrale, volutamente artificiale. È questo che ha lasciato nel mondo beauty: la possibilità di trattare il viso come parte dell'immagine, allo stesso livello di vestiti, capelli e styling. Il trucco può essere una valvola di evasione personale, può modificare la nostra percezione e trasformaci completamente.






















































