
Skincare e ciclo mestruale: dobbiamo davvero cambiare routine ogni settimana? Cosa c'è di scientifico dietro questa nuova ossessione per il calendario mestruale
Ci sono giorni in cui ci guardiamo allo specchio e la nostra pelle sembra particolarmente collaborativa. Il fondotinta si stende bene, non abbiamo imperfezioni particolarmente evidenti e persino quella luminosità che cerchiamo di ottenere con sieri e illuminanti sembra arrivare da sola. Poi ci sono gli altri giorni. Quelli in cui compare un brufolo sul mento proprio prima di un appuntamento, la pelle sembra più sensibile del solito e ci chiediamo cosa abbiamo sbagliato nella skincare. Magari niente, magari sono semplicemente in arrivo le mestruazioni. Che il ciclo mestruale possa influenzare la pelle non è una scoperta recente. La novità è il modo in cui abbiamo iniziato a raccontarlo, soprattutto sui social. Su TikTok il cycle syncing, ovvero l'idea di adattare alcune abitudini alle diverse fasi del ciclo, è arrivato anche davanti allo specchio del bagno. Il risultato? Routine organizzate settimana per settimana, ingredienti da utilizzare in determinati giorni e prodotti che sembrano avere un appuntamento fisso con il nostro calendario. Abbiamo davvero bisogno di quattro skincare diverse per prenderci cura della stessa faccia?
La pelle cambia durante il ciclo, ma non segue un calendario perfetto
Partiamo da una cosa importante: gli ormoni influenzano davvero la pelle. Le oscillazioni di estrogeni e progesterone durante il ciclo mestruale possono incidere sulla produzione di sebo, sull'idratazione, sulla funzione barriera e sulla risposta infiammatoria. Questo, però, non significa che il nostro viso attraversi quattro trasformazioni perfettamente riconoscibili ogni mese. Come spiega Ines Mordente, medico chirurgo specialista in Dermatologia e Venereologia: "La pelle è un organo sensibile alle oscillazioni ormonali", ma le variazioni cutanee non sono universali né prevedibili con precisione. Nella fase follicolare, quando gli estrogeni iniziano ad aumentare, alcune persone possono notare una pelle più equilibrata e idratata. Durante l'ovulazione queste condizioni possono persistere, anche se non esistono prove sufficienti per sostenere che sia necessariamente il momento in cui siamo più luminose. Nella fase luteale, quella che precede le mestruazioni, le modificazioni ormonali possono invece favorire la comparsa di imperfezioni nelle persone predisposte. Durante le mestruazioni, il calo degli ormoni può accompagnarsi a una maggiore sensazione di secchezza o sensibilità. La parola da tenere a mente, però, è può. Non tutte viviamo gli stessi cambiamenti, non tutte abbiamo un peggioramento dell'acne prima del ciclo e non tutte ci svegliamo con una pelle meravigliosa durante l'ovulazione. La dottoressa Ines sottolinea infatti che la risposta della pelle dipende anche dalla sensibilità individuale agli ormoni, dalla genetica, da eventuali condizioni dermatologiche e da fattori ambientali. Persino gli studi sulle variazioni cicliche di sebo, idratazione e barriera cutanea non restituiscono risultati sempre concordanti. Insomma, il ciclo può influenzare il nostro viso, ma difficilmente accetterà di comportarsi esattamente come previsto da un'infografica.
Quattro fasi, quattro skincare: ma chi ce l'ha chiesto?
A questo punto arriva la domanda che interessa davvero chi ha già il mobiletto del bagno pieno: dobbiamo comprare prodotti diversi per ogni fase del ciclo? Secondo la dermatologa, la risposta è decisamente meno complicata di quanto suggeriscano alcuni tutorial. "La skincare deve adattarsi alle esigenze della pelle, non necessariamente al calendario mestruale", spiega Ines. Il rischio del cycle syncing applicato alla cosmetica è trasformare una normale variabilità fisiologica in quattro routine differenti, magari accompagnate da altrettanti acquisti. Pensiamoci: abbiamo appena imparato che non servono necessariamente dieci passaggi per avere una buona skincare e adesso dovremmo organizzarne quattro versioni, una per ogni settimana? Una dedicata all'idratazione, una all'esfoliazione, una agli attivi purificanti e magari un'altra ancora per affrontare i giorni delle mestruazioni. È una suddivisione ordinata, facile da raccontare e perfetta per un carosello Instagram. Peccato che, dal punto di vista dermatologico, non esistano evidenze solide che dimostrino la superiorità di questo schema rispetto a una routine personalizzata e continuativa. La pelle, prima di tutto, ha bisogno di costanza. Detersione adeguata, idratazione e protezione solare quotidiana restano le basi, indipendentemente dal giorno del mese. Questo non significa ignorare quello che succede davanti allo specchio. Se notiamo che in alcuni momenti la pelle diventa più sensibile, possiamo ridurre temporaneamente gli esfolianti o gli attivi potenzialmente irritanti, privilegiando formule con ceramidi, glicerina e ingredienti lenitivi. Se invece compaiono imperfezioni ricorrenti, ingredienti come l'acido salicilico o l'acido azelaico possono essere utili, purché scelti in base alle esigenze individuali e alla tollerabilità cutanea. Il punto, però, è non confondere l'attenzione con la necessità di intervenire continuamente. Alcuni trattamenti dermatologici, come i retinoidi topici utilizzati per l'acne, richiedono continuità per funzionare e non andrebbero introdotti e sospesi arbitrariamente a seconda della settimana. La loro scelta deve inoltre tenere conto di un'eventuale gravidanza o della sua programmazione. Conoscere la propria pelle significa anche capire quando è meglio lasciar lavorare ciò che stiamo già utilizzando.
Il brufolo prima del ciclo non è un appuntamento inevitabile
C'è poi un'esperienza che molte conoscono fin troppo bene: quel brufolo che compare puntualmente nei giorni precedenti le mestruazioni, spesso nello stesso punto, come se avesse un promemoria sul telefono. L'acne può effettivamente peggiorare nella fase premestruale, anche quando i livelli ormonali sono nella norma. Non conta soltanto la quantità di ormoni presenti nell'organismo, ma anche il modo in cui le ghiandole sebacee rispondono alla loro azione. La dermatologa invita però a distinguere due situazioni: "È importante distinguere il peggioramento premestruale di un'acne già presente dalla comparsa occasionale di qualche imperfezione". Nel primo caso parliamo di una condizione infiammatoria che richiede un corretto inquadramento dermatologico; nel secondo possono essere sufficienti accorgimenti cosmetici mirati. Non tutti i brufoli hanno bisogno della stessa risposta, così come non tutte le pelli che presentano imperfezioni hanno necessariamente l'acne. Soprattutto, il brufolo non nasce quando lo vediamo. Prima che compaia sulla superficie cutanea, possono essere già iniziati i processi che coinvolgono l'ostruzione del follicolo e l'infiammazione. Ecco perché utilizzare un prodotto purificante soltanto nei tre o quattro giorni prima delle mestruazioni non è sempre sufficiente a prevenirne la comparsa. Quando si tratta di acne, la prevenzione richiede spesso trattamenti continuativi e, nei casi più persistenti o infiammatori, terapie dermatologiche specifiche. In alcune situazioni può essere opportuno valutare anche un approccio ormonale con il medico. Tra gli errori che Ines osserva più frequentemente ci sono l'uso eccessivo di esfolianti, la detersione aggressiva nel tentativo di eliminare il sebo e il cambiamento continuo dei prodotti. Tutte abitudini che rischiano di compromettere la barriera cutanea e aumentare irritazione e infiammazione. In pratica, nel tentativo di anticipare ogni possibile imperfezione, possiamo finire per complicare ulteriormente la situazione.
Dovremmo imparare a conoscere la pelle, non a inseguirla
C'è qualcosa di interessante nel modo in cui il beauty riesce a trasformare qualsiasi aspetto della nostra quotidianità in una nuova routine. Prima abbiamo imparato a riconoscere il nostro tipo di pelle, poi a individuare gli ingredienti più adatti, a combinare gli attivi, a rispettare la barriera cutanea. Adesso il rischio è sentirci in ritardo anche rispetto ai nostri ormoni, come se non stessimo facendo abbastanza se non abbiamo previsto ogni possibile cambiamento del viso. Eppure il cycle syncing, al netto delle promesse che circolano sui social, può lasciarci anche uno spunto utile: osservare la nostra pelle nel tempo. Accorgerci se alcune imperfezioni compaiono regolarmente prima delle mestruazioni, se in certi giorni sentiamo maggiore secchezza oppure se la sensibilità cambia. Non per costruire automaticamente un calendario di prodotti, ma per riconoscere eventuali ricorrenze e capire quando sia utile adattare qualcosa o chiedere il parere di uno specialista. Ines Mordente lo riassume con una considerazione che merita la condivisione: "Non dobbiamo insegnare alle donne a inseguire ogni oscillazione ormonale con un nuovo prodotto cosmetico. Dobbiamo insegnare loro a conoscere la propria pelle". È proprio questa la parte del trend che vale la pena conservare. Possiamo prestare attenzione ai cambiamenti del nostro corpo senza trasformarli tutti in problemi da risolvere, accettando che la pelle non sia identica ogni giorno e che non tutto richieda un nuovo acquisto. Il ciclo mestruale può influenzare la nostra pelle, ma non deve necessariamente organizzare anche il mobiletto del bagno. E se la skincare migliore fosse semplicemente quella che funziona per noi, qualsiasi giorno del mese?
























































