
"Il mio obiettivo è non limitarmi mai" Intervista al make-up artist milanese Luciano Chiarello

"Sono Luciano, nato a Milano nel 1985. La mia vena artistica c’è sempre stata: fin da bambino passavo il tempo a creare oggetti dal nulla usando il cartone, inventavo spettacoli, studiavo i personaggi e curavo ogni dettaglio, dai costumi al trucco. Dopo il Liceo Artistico, ho sentito l’esigenza di esplorare questo fascino per la trasformazione. Non sapevo molto di trucco in senso tecnico, ma ho deciso di buttarmi e mi sono iscritto alla BCM di Milano. È stato un colpo di fulmine: lì ho scoperto un mondo meraviglioso e ho iniziato a giocarci. Quello che era nato come un esperimento, oggi è il mio lavoro: sono un make-up artist professionista e mi divido quotidianamente tra set fotografici, backstage delle sfilate e celebrities tra Milano, Parigi e Londra" questa è la magica introduzione della nostra nuova puntata di Under the Beauty Radar, dedicata a Luciano Chiarello, make-up artist senza limiti. Lasciamo parlare lui e lasciamo che siano le sue parole a raccontare e spiegare la sua pratica, le sue ispirazioni, la sua arte e il suo lavoro. Buona lettura!
Intervista a Luciano Chiarello, make-up artist milanese
Descrivi il tuo stile in 3 parole
Parlare di me mi imbarazza sempre un po’, ma col tempo ho imparato che è giusto dare valore al proprio talento e alla propria visione! Se dovessi riassumere il mio approccio al make-up in tre parole sceglierei: pensato, colorato, creativo. Pensato perché cerco sempre di studiare bene i volumi del volto sulla quale sto lavorando, i colori e quello che voglio raccontare con il mio make-up. Colorato perché lascio poi che la creatività faccia il suo corso e i colori sono spesso la strada che prendo. Può essere un colore unico o più colori accostati o mischiati per crearne di nuovi. Creativo perché la cosa che mi piace del mio stile è che non so mai dove andrà a finire. Spesso inizio con un’idea, ma se qualcosa attorno mi colpisce o un raggio di luce o riflesso cade sul volto della mia modella allora cambio strada, e quello che avevo pensato si trasforma in tutt’altro.
Ci racconti il tuo percorso professionale?
Il mio "battesimo del fuoco" è stato sul set di una pubblicità con un calciatore famoso, mentre ero ancora a scuola. Da lì, la truccatrice a cui facevo da assistente mi ha introdotto nel settore. Ho fatto gavetta tra set pubblicitari, video musicali e teatro. Poi è arrivato il Festival di Venezia: per tre anni ho truccato star internazionali, imparando le regole (e i segreti) dell’industry e del mondo celebrity. La vera svolta, però, è arrivata con la moda. Lavorando insieme a un hairstylist, sono entrato in un’agenzia e ho iniziato a fare da assistente a un artista del make-up: Topolino. Gli sarò per sempre grato, è stata una scuola pazzesca. Da lì la mia strada ha preso il volo come professionista. Ho lavorato su editoriali e campagne, facendo anche assistenza nei backstage a icone come Charlotte Tilbury, Aaron de Mey, Peter Philips e Lucia Pica (con lei ero nel core team per tutte le sfilate di Chanel, un’esperienza indimenticabile e oggi siamo grandi amici). Ho vissuto tre anni a Parigi, lavorando in team enormi su set pazzeschi, per poi tornare a Milano un anno prima del lockdown. Qui ho incontrato la mia attuale agenzia, Julian Watson. Oggi, oltre ai set, curo come Key Artist i make-up per le sfilate di brand come N21, Alberta Ferretti, Ermanno Scervino, Luisa Spagnoli ed Etro.
Cosa ti ispira? C’è qualcosa di inaspettato nella tua lista di inspo e reference?
Sono un osservatore insaziabile. L’arte, il cinema e il teatro sono le mie fondamenta, ma spesso perdo letteralmente la concentrazione se un dettaglio per strada mi colpisce. Anche le persone stesse sono una grandissima ispirazione: basta cogliere un particolare, farlo proprio e reinterpretarlo. Qualcosa di inaspettato tra le mie reference? Il mio moodboard è un delirio totale, caotico e pieno di contrasti. C’è stato un periodo in cui ero in fissa assoluta per le texture: tra le mie foto di riferimento puoi trovare rubinetti arrugginiti, muri scrostati e materiali industriali. Qualsiasi cosa può tradursi in un’ispirazione per un colore o una texture per il viso!
Ti abbiamo conosciuto nei backstage delle sfilate. Come porti la tua creatività in questi contesti e come si incontra con quella del designer?
Nel backstage di una sfilata è puro teamwork. La vera sfida è unire la tua visione creativa alle esigenze del designer e dello stylist. Il processo inizia sempre dall’ascolto: qual è l’ispirazione della collezione? Qual è l’idea di donna che vogliamo raccontare? Analizziamo insieme i colori di punta, i tessuti ma anche la location, le luci e la tipologia di casting. A quel punto entro in gioco io. Sviluppo un paio di look che racchiudano tutta questa narrazione e passiamo al make-up test. Il mio obiettivo è non limitarmi mai: cerco sempre di proporre un dettaglio bold e creativo che faccia la differenza. Allo stesso tempo, bisogna avere la lucidità di capire quando less is more: a volte un makeup nude e una pelle pulitissima hanno lo stesso impatto visivo di un look super concettuale, e sono la chiave per far funzionare la collezione al meglio.
Come cambia l’approccio da backstage sfilata a trucchi magari più editoriali?
L’approccio iniziale è simile per quanto riguarda il briefing e la condivisione di idee, ma la differenza sostanziale è l’adrenalina dell’imprevisto. In una sfilata, decidi il make-up giorni prima e devi farlo replicare in modo identico dal tuo team su decine di modelle diverse, adattandolo a ogni tipologia di viso o tono di pelle. Sul set fotografico, invece, è tutto live. Non provi nulla prima e la tua creatività deve viaggiare ed essere reattiva al massimo. Se il tema dello shooting te lo permette, hai modo di creare cose incredibili. In quel caso cerco di prepararmi sempre un piccolo moodboard prima di arrivare sul set e porto con me in valigia materiali insoliti, pronto a tirare fuori l’asso nella manica.
Qual è il tuo prodotto preferito e irrinunciabile ?
Ho un feticismo assoluto per la pelle luminosa, ultra-idratata e flawless. Per ottenerla servirebbero troppi prodotti, ma se a questa base perfetta abbini un bel rossetto rosso, ottieni – secondo me – l’essenza stessa della bellezza per esaltare il volto di una donna. Quindi, senza dubbio, ti dico il rossetto rosso.
Ci racconti il trucco più "matto" che hai realizzato?
In 20 anni di carriera ne ho fatte di tutti i colori, ma due lavori mi sono rimasti impressi. A Londra, per un editoriale su T Magazine, il fotografo voleva l’effetto di una scultura non finita: ho ricoperto la modella di argilla bianca dalla testa ai piedi! Per fortuna lei si è divertita molto, anche se ha dovuto avere una pazienza infinita. Un altro lavoro molto “matto” l’ho fatto di recente: ho incollato sul viso della modella dei frammenti di specchio, ricreando l’illusione di un volto di vetro andato in frantumi. Un lavoro certosino, lunghissimo. Anche qui: santa modella e santa pazienza! Scelgo questi due.
Che rapporto hai con i trend beauty? Quali ti piacciono e quali invece eviti
È decisamente un rapporto di amore e odio. I social sono uno strumento bellissimo, ma lavorativamente parlando spesso tolgono originalità. Ripropongono come nuove tecniche vecchie di anni e impigriscono la mente creativa: ormai siamo abituati ad avere tutto già fatto e già visto e i nostri cervelli si sforzano meno di creare da zero. Prendi la famosa glass skin creata da Pat McGrath per la sfilata di Margiela: pazzesca. Ma, secondo me, non avrebbe dovuto svelare il segreto di come l’ha realizzata! Mantenerlo nascosto ci avrebbe spronato a sperimentare, a cercare in studio la nostra formula per avvicinarci a quel risultato. Invece, sapendo tutto subito, si perde un po’ la magia della ricerca. Detto questo, ovviamente li seguo. Oggi le tendenze e i nuovi linguaggi nascono lì e devi essere costantemente aggiornato, anche perché le domande sui nuovi trend sono sempre dietro l’angolo. Un tempo i trend venivano dettati esclusivamente dalle passerelle e si aspettava la stagione successiva per scoprire cosa sarebbe andato di moda; oggi i social hanno completamente preso il sopravvento su queste dinamiche.































































