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L'evoluzione genderless nel beauty

L'approccio privo di categorizzazioni legate al genere conquista progressivamente il settore beauty, finalmente

L'evoluzione genderless nel beauty L'approccio privo di categorizzazioni legate al genere conquista progressivamente il settore beauty, finalmente

Il settore della bellezza si allontana dal taglio esclusivamente femminile che lo ha caratterizzato fino agli anni 2010, preferendone uno libero da differenze di genere e pregiudizi connessi. Gli amanti della profumeria artistica - e anche di quella commerciale - sapranno però che il concetto di genderless nel beauty non è una novità assoluta.

 

La profumeria artistica

Correva l'anno 1968 quando all'interno del pop-up del brand, l'iconico profumo Diptyque l'Eau veniva presentato come prima fragranza unisex o a-gender introdotta sul mercato. Decisamente più nota la storia del celeberrimo profumo unisex CK One, lanciato negli anni '90 e diventato un must-have per il consumatore moderno.

L'approccio della profumeria artistica è fortemente incentrato sul gusto personale con soluzioni che non dipendono dal genere del consumatore bensì dalle preferenze.
Il percorso di ricerca della fragranza è un viaggio volto all'esplorazione della personalità per il quale, almeno le prime volte, risulta utile farsi guidare. Presso tutte le sedi Olfattorio, presenti in diverse città italiane, è possibile vivere questo tipo di esperienza, sperimentando tra diversi brand e maison di haute parfumerie e arrivando alla selezione della fragranza perfetta.

A 15 anni dalla creazione del fragrance lab Nolita Lab a NYC, Le Labo e la sua genderless e slow perfumery, continuano a conquistare un naso alla volta ogni singolo consumatore deciso a intraprendere il percorso di scelta della fragranza a partire da ciò che più piace. 

Un'altra realtà del mondo della profumeria di nicchia che supera le convenzioni di genere è Editions de Parfums creata Frédéric Malle. Un progetto che oltre a celebrare la profumeria artistica si impegna a difendere a tutti i costi gli autori, valorizzando ogni Naso nella sua unicità di artista a pieno titolo. “Come un editore letterario, un complice illuminato che ascolta i suoi autori, Frédéric Malle spinge i suoi profumieri a creare le loro opere più belle.” 

Da queste premesse nascono "nuovi classici" come Portrait of a Lady, Musc Ravageur e French Lover, fragranze che diventano l'accessorio che risponde alla personalità di chi lo sceglie. 

La skincare

Di recente questo approccio alla classificazione dei prodotti con focus su desideri ed esigenze è andato oltre le fragranze per coprire anche i prodotti skincare.
Quando si tratta di prodotti per la cura della pelle è infatti fondamentale preoccuparsi del tipo di pelle, dell'età e delle esigenze piuttosto che del genere. La condizione della pelle deve essere il punto di partenza per l'acquisto di prodotti, superando le strategie di marketing.

Sin dal suo concepimento nel 1987, Aēsop, brand vegano, cruelty free e gender neutral si occupa di proporre alla clientela una linea completa di prodotti che va dai detergenti ed esfolianti a creme, sieri, prodotti per la cura del corpo e shampoo. L’amatissima azienda di Melbourne, diventata riconoscibile a livello internazionale grazie anche all’iconico pack ambrato, è ad oggi impegnata per diventare ancora più consapevole e trasparente.

Dopo aver conquistato con la linea make-up FENTY BEAUTY, la popstar Rihanna, ha lanciato la linea skincare gender inclusive di cui avevamo bisogno, FENTY SKIN.
Una linea di prodotti che diventa un manifesto inclusivo, dedicato alle esigenze di tutti, senza distinzioni. 

Il make up

Ai beauty addicted non sarà di certo sfuggito che i brand più esclusivi hanno guidato questo nuovo approccio genderless anche nel make-up. Basti pensare a Gucci e all'impegno di Alessandro Michele nel rendere Gucci Beauty un vero e proprio manifesto di inclusione e di celebrazione delle diversità.

E ancora, come non menzionare Chanel che dopo il lancio avvenuto nel 2018 della Boy de Chanel make-up line ha presentato nel 2020 un ampliamento della stessa includendo novità skincare e make-up per lui. 

 

L'hairstyle

L'approccio gender fluid è stato abbracciato anche dal mondo dell'hairstyle con uno studio di look trending dal taglio allo styling, che parte dalle caratteristiche del singolo per sublimarne l'unicità. Qualche esempio? Tra i tagli riconosciuti come trend il pixie cut, extra-corto e considerato originariamente maschile, che ha perso la connotazione legata al genere grazie alla sua versatilità. 

Impossibile non citare poi il mullet, taglio unisex nato negli anni ’70 e indossato dalle rockstar negli anni ‘80, annoverato tra i trending haircut 2021. Corto davanti e lateralmente, e più lungo dietro, è il taglio diventato celebre per essere stato sfoggiato da rockstar come David Bowie, Rod Stewart e Paul McCartney e anche da Patti Smith. Un look androgino e grintoso diventato rappresentativo della forte personalità di chi lo ha indossato. 

Rihanna, Zendaya e Miley Cyrus sono solo alcune delle star che hanno riproposto il taglio, rivisitandolo in chiave contemporanea. Se dovessimo però identificare l’interprete perfetta di questo look non avremmo dubbi, la scelta ricadrebbe sulla attrice spagnola Úrsula Corberó, o Tokyo de La Casa de Papel. 

In generale, ci troviamo di fronte ad un'industria beauty che ha virato verso proposte che innalzano il concetto di bellezza in termini assoluti, celebrando l'unicità e la personalità ed eliminando il genere da questa formula.