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Un giovane italiano su due non usa precauzioni

Lo rivela una ricerca condotta dall'Osservatorio Giovani e Sessualità 2022

Un giovane italiano su due non usa precauzioni Lo rivela una ricerca condotta dall'Osservatorio Giovani e Sessualità 2022

Solo il 54% dei giovani italiani tra gli 11 e i 24 anni che hanno già avuto rapporti sessuali utilizza il preservativo perché ritengono riduca il piacere. Questo nonostante il 94% degli intervistati lo indichino come il metodo più adeguato da utilizzare per evitare una gravidanza e non contrarre malattie sessuali. A svelare questi dati preoccupanti è una ricerca condotta dall'Osservatorio Giovani e Sessualità 2022 e promossa da Durex che sottolinea che anche se ogni anno vengono segnalati più di 4mila casi di infezioni trasmesse sessualmente, solo un giovane su due sceglie il preservativo e le cifre diminuiscono notevolmente in parallelo alla giovane età del campione esaminato dallo studio. Così scopriamo che il 14% non ha usato alcun contraccettivo nell’ultimo rapporto sessuale, in particolare nella fascia tra gli 11 e i 14 anni, ma il 29% dichiara, invece, di essere ricorso alla pillola del giorno dopo. Tra questi, il 18 per cento ne ha fatto uso una volta sola, l’11% più volte e, nella fascia 11-14 anni, il 12% l’ha usata più di tre volte. La ricerca riporta anche il numero di coloro che hanno richiesto l’interruzione di gravidanza: il 6%. Il che, facendo qualche breve calcolo, indica che è ricorso all’aborto l’1,16% del totale delle ragazze e il 3,3% dei ragazzi intervistati.

Perché i giovani italiani non usano il preservativo? Tra i motivi principali c’è la mancanza di educazione sessuale che alimenta la disinformazione. I ragazzi si approcciano alle prime esperienze sessuali senza punti di riferimento. Quello che sanno o pensano di sapere lo trovano su internet, lo apprendono dagli amici e raramente all’interno della propria famiglia, ma non a scuola, da educatori qualificati. L’Italia, infatti, è uno dei pochi Paesi europei che non prevede l’insegnamento dell’educazione sessuale come materia obbligatoria a causa dell’ingerenza di correnti politiche conservatrici e delle pressioni dei movimenti cattolici. Inoltre, quando, viene trattata in ambito scolastico generalmente viene focalizzata sugli aspetti biologici, trascurando quelli sociali ed emotivi. Come sottolineano molti esperti del settore, più che di educazione sessuale bisognerebbe parlare di educazione sessuo-affettiva e affrontare la gestione delle emozioni, delle aspettative e del corpo in una relazione amorosa. È accertato che una buona educazione sessuo-affettiva può avere un effetto positivo nono solo sulla riduzione delle gravidanze indesiderate, degli aborti adolescenziali, la diminuzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, dell’HIV, degli abusi sessuali o dei casi di omofobia, ma anche su questioni sociali più ampie come l’uguaglianza di genere, i diritti umani.