
Cosa succede se ti annulli per amore? La risposta, terrificante e ironica, la dà l’horror Obsession di Curry Barker
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13 Maggio 2026
13 Maggio 2026
Obsession è l’horror indipendente che ha debuttato in anteprima nel 2025 al Toronto International Film Festival ed è in arrivo nelle sale il 14 maggio 2026. Prodotto con solo un milione di dollari, è destinato a segnare l’immaginario della nuova Gen Z cinematografica con una storia di una semplicità disarmante, ma dall’inventiva effervescente e inesauribile.
Obsession, trama dell'horror indipendente al cinema dal 14 maggio
La base di partenza è elementare: Bear (Michael Johnston) è un giovane che non ha il coraggio di dichiararsi alla sua amica Nikki (Inde Navarrette) e che finisce per utilizzare un bastoncino dei desideri per esprimerne uno. Il ragazzo chiede che Nikki lo ami più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ciò che la ragazza comincerà a fare, impossessata da un incantesimo che né lei né Bear possono controllare, è solamente la conseguenza di quel desiderio. Il protagonista cerca inizialmente di godersi i risvolti amorosi della situazione, ma è proprio sul cosa succede quando una persona diventa l’oggetto del desiderio, in tutti i sensi, che riflette Obsession. Su come il confine tra amore e ossessione sia un filo sottilissimo che finisce per ferire entrambi: sia chi lo subisce sia chi lo provoca.
L’amore come possessione, trama e temi del film
Nella sua indagine sulla surrealtà di un oggetto "magico" che scuote l’ordinarietà dei personaggi, Obsession utilizza l’estremizzazione di vicende e sentimenti per indagare la sfera delle relazioni, facendo dell’identità un territorio minato. I rapporti diventano un campo di battaglia non solo per i sentimenti, ma anche per i ruoli che vengono richiesti e nei quali spesso incateniamo l’altro, volontariamente o per una casualità diabolicamente ingenua. Un confine che viene tracciato in maniera invisibile dal regista e sceneggiatore Curry Barker, che al protagonista Bear fa provare una serie di emozioni contrastanti: dal possesso alla vergogna, dal desiderio di stare accanto alla persona amata alla comprensione dell’importanza di concederle libertà.
La maledizione di Nikki
Nikki si perde nella maledizione che le viene imposta. All’inizio è qualcosa di imprevisto, ma finisce presto per diventarne prigioniera. Talvolta si intravedono ancora sprazzi della sua vera personalità, che però il desiderio di Bear continua ad annullare. Il ragazzo sa che ciò che sta accadendo è sbagliato, ma non riesce davvero a farne a meno. Non può perché è ciò che ha sempre desiderato, non può perché è stato troppo debole per dichiararsi ed evitare che tutto questo accadesse, e non può perché, anche se volesse liberare Nikki, ormai non saprebbe come fare. È intrappolato in un sogno trasformato in incubo da cui nessuno dei protagonisti riesce più a svegliarsi.
Un horror tra ironia e tragedia
Barker ragiona sui discorsi contemporanei legati alla diversità di genere e ai rapporti di potere, usando l’influenza di un uomo su una donna come motore narrativo ambiguo. Bear può apparire più o meno innocente, visto che ha espresso soltanto un desiderio apparentemente innocuo, ma è inevitabile che diventi complice delle dinamiche che si instaurano. Tutto cambia nel momento in cui l’incantesimo che imprigiona Nikki inizia a mostrare le prime crepe. Ed è proprio attraverso quelle crepe che riemerge la giovane: il suo disperato bisogno di spezzare il legame, di tornare completamente sé stessa dopo essersi annullata per un’altra persona che è diventata il centro assoluto della sua vita.
Obsession sa perfettamente che ciò che sta accadendo è un errore. Lo sa il film, lo sa Bear, e proprio per questo le conseguenze non possono che essere disastrose. Catastrofiche, mortali, non solo per Nikki ma per la coppia stessa. Eppure anche incredibilmente umoristiche. È questo il lato più strano e affascinante del film: riuscire a rendere grottesco e ironico ciò che è profondamente spaventoso, come ogni horror d’eccezione sa fare.
Il futuro dell’horror passa da Curry Barker?
Al momento non sappiamo se Barker, classe ’99, abbia espresso qualche desiderio e sia costretto a pagarne le conseguenze per aver creato un film fuori dal comune. Non sappiamo se il suo talento sia naturale o se debba ringraziare qualche oscuro rito satanico destinato prima o poi a chiedere il conto. Qualunque sia il patto col diavolo che ha stretto, sembra più che giustificato. Anche perché il futuro dell’horror appare ora nelle sue mani, insieme alla curiosità che circonda i suoi prossimi progetti: dall’originale Anything but Ghosts, attualmente in post-produzione, fino al nuovo capitolo della saga di Non aprite quella porta.
