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Perché dovremmo smettere di criticare Chiara Ferragni

L'uscita del documentario sulla sua vita impone una riflessione sul suo successo e sulla sua percezione

Perché dovremmo smettere di criticare Chiara Ferragni L'uscita del documentario sulla sua vita impone una riflessione sul suo successo e sulla sua percezione

Verrà presentato oggi in occasione del Festival del Cinema di Venezia il documentario dedicato alla vita di Chiara Ferragni, Unposted, diretto da Elisa Amoruso. Se a molti può sembrare un evento di poco conto, non possiamo dimenticarci che il film in questione segue la quotidianità di quella che è stata a tutti gli effetti la prima influencer di successo nel mondo della moda: una che è partita da Cremona con un blog in cui postava le immagini dei suoi outfit più riusciti, ed è arrivata a creare un vero e proprio impero, cambiando allo stesso tempo le regole dell’industria della moda e del suo marketing. Tra detrattori, veri e propri hater, e chi invece non vuole perdersi neanche un secondo della sua vita, è innegabile che Chiara Ferragni ha fatto quello che nessuno prima di lei era riuscito a fare. Questo docu-film è solo l'ultima impresa di un mostro di Instagram che tutti almeno una volta abbiamo spiato, chi con stupore, chi con invidia. 

Nella sua vita Chiara si diverte, fa la mamma, la moglie, si veste di rosa, va alle sfilate, viaggia per il mondo e in tutto ciò che fa sorride, forse anche quando non le va. Ho chiesto tempo fa ad un mio amico rapper se gli pesasse dover postare ogni singolo giorno delle Stories in cui saluta i fan e spiega ciò che fa. Mi ha risposto che tendenzialmente gli piace, ma a volte sente la pressione e che non è facile, perché anche lui è umano e a volte si sveglia come tutti noi meno carico del solito. Eppure Chiara non lo da a vedere. Io personalmente non la seguo, eppure se capito sul suo profilo mi regala sempre un po’ di buonumore, tra Fedez che cerca di mostrare il lato più goffo della moglie tra un doppio mento e un prendersi troppo sul serio durante un suo “Hi guys”, qualche shooting, un cane buffo che si porta appresso anche a Los Angeles e un figlio che ride mentre le passa un biscotto o la accarezza tentando di metterle il blush con un pennello sulle guance. Costruisce ogni giorno una nuova narrativa della sua quotidianità - io non sarei in grado di replicarlo, a me piace andare la domenica mattina in pigiama totalmente in hangover a comprare il latte al negozio davanti a casa, Chiara ha deciso che avrebbe rinunciato a questo “lusso” perché quando mette piede fuori dalla porta ci sono i paparazzi ad aspettarla e a linciarla appena ha un capello fuori posto. 

Chiara è una ragazza normale che si diverte e lo mostra su Instagram. Abbiamo tutti un amico o un’amica un po’ egocentrica con il cellulare sempre in mano che filma ogni singola cosa. Gli/le scriviamo insulti tutto il giorno in risposta ad ogni singola Story o post? Io non credo, vero? Siamo una generazione di vanitosi egocentrici che postano contenuti che ritengono speciali a discrezione personale, sempre connessi. Lei è uno di quei casi da additare e criticare perché tutti la conoscono e diventa un esempio facile, ma possiamo per un attimo fermarci e riconsiderare che la sua impresa da lavoro a un team di 40 persone e all’estero la chiamano “imprenditrice”, e la mettono al centro di articoli di business e non di gossip? 

Siamo una generazione a cui sono state dette diverse cose da chi ci precede, del tipo che solo chi possiede un talento merita di essere valorizzato, ma è arrivato il momento di capire che non siamo nella condizione di criticare, bensì dobbiamo supportare. Siamo un’Italia di giovani che per necessità si devono inventare un mestiere, Chiara ha anticipato tanti intuendo che i brand si sarebbero rivolti a lei per promuovere i loro prodotti. Ciò che fa non danneggia nessuno, forse è vero, non è un filosofo o un medico, ma siamo tutti obbligati a fare un mestiere in cui salvare vite? Chiara ha superato la paura del fallimento convinta che Instagram avrebbe resistito più di un paio d'anni. Una cosa che ho compreso su di lei abbastanza presto è che ha impostato il suo business investendo su più livelli, in modo da poter lavorare e maturare profitti contemporaneamente da attività diverse. Immagino che non molti di noi siano in grado di pianificare più strategie contemporaneamente e di sentirsi allo stesso tempo completamente sicuri delle proprie scelte. Forse una cosa che ha insegnato è che l'audacia non è un peccato, voleva la carta verde e l'ha presa. Quanti di noi hanno provato a fare lo stesso?

La rispetto perché siamo in un periodo storico in cui fare i figli pare un miraggio e sposarsi non va più di moda. Non mi interessa molto come si veste, mi piace pensare che da donna io non abbia nulla di negativo da dire su di lei, perché ogni giorno lei si sveglia ed è al 100% Chiara, senza mai crollare. E come donna credo che le donne devono osare di più oggi per far fare meno fatica alle donne di domani. Chiara fai pure ciò che vuoi e ciò che ritieni necessario affinché domani le tue scelte personali non debbano più essere oggetto di critica per qualcuno che sceglie di intraprendere una carriera come la tua.