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Lo stile di Grimes, l’it-girl dell’electro-pop

Un mix interessante di cyberpunk, e-girl e fantasy

Lo stile di Grimes, l’it-girl dell’electro-pop Un mix interessante di cyberpunk, e-girl e fantasy
@grimesrealm
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@natashaseverino_makeup
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@_killv.maim_
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Non solo Rihanna in versione goth, Billie Eilish e la sua svolta da fifities diva o Alexandria Ocasio-Cortez con il suo statement dress. Uno dei look più interessanti del Met Gala 2021 è stato quello di Grimes. L’artista si è presentata sul red carpet con un outfit ispirato a Dune ed al nuovo adattamento cinematografico con Timothée Chalamet e Zendaya del romanzo di Frank Herbert. Ogni dettaglio era stato attentamente studiato insieme alla stylist Turner Turner per rispecchiare il mood sci-fi del film, a partire dall’abito, un modello customizzato di Iris van Herpen chiamato Bene Gesserit caratterizzato da un corpetto nude con pattern a forma di fulmini in silicone liquido e 26 metri di seta sfumata plissettata a mano. 

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Il make-up creato da Natasha Severino, che abbinava eyeliner grafico con perle e cristalli, era perfetto per una moderna ed elegantissima principessa guerriera. Così come gli accessori: dagli stivali platform di Marc Jacobs color lavanda alla maschera metallica argentata e lucida di Chris Habana, dagli ear cuff stile elfo by Lillian Shalom al piccolo libro luminoso che la cantante stringeva fra le mani o alla spada che brandiva davanti ai flash dei fotografi. Quell’arma, uno dei gadget più inusuali e affascinanti mai visti durante il Met Gala, nasconde una storia decisamente interessante. In origine era, infatti, un fucile Colt AR-15 che il collettivo MSCHF ha riconvertito in spada medievale come parte di Guns2Swords, un progetto che prova a rispondere in modo semi-serio al problema del controllo delle armi negli Stati Uniti, reinterpretando in chiave artistica le iniziative di buyback delle pistole. Il look di Grimes per l’ultimo Met Gala ha affascinato tutti, conquistandosi un posto nella lista dei best fashion moments della serata e permettendo a chi conosceva la trentenne canadese solo per essere la compagna di Elon Musk di avere un assaggio del suo stile personale.  

Da quando, nel 2010, Claire Elise Boucher è apparsa sulla scena musicale con il suo alter-ego Grimes si è distinta come una delle artiste più interessanti e versatili della sua generazione. Negli ultimi dieci anni ha scritto, cantato e prodotto 5 album che racchiudono al loro interno una sfilza di pezzi indie electro-pop futuristici e cool come Oblivion, hit che Pitchfork ha piazzato al secondo posto tra le 200 Best Songs of the 2010s. Il suo sound? La migliore definizione arriva dal Wall Street Journal  lo ha descritto come "il tipo di musica che immagini che un gruppo di vampiri ascolterebbe se questo gruppo di vampiri fosse anche in una squadra di cheerleader". A guidarla nel suo percorso solo l’amore per l’arte e una forte attitude DIY, tanto che si dice abbia registrato Visions, l’album che l’ha resa una star, interamente da sola, in meno di un mese, chiusa in una stanza, aiutata solo dal software GarageBand, da un barattolo di anfetamine e il cibo che le portavano gli amici.

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Il mondo di Grimes non è fatto solo di conceptronica e beat pulsanti, ma è un universo multisfaccettato nel quale si mescolano musica, arti visive e moda. I suoi riferimenti culturali vanno dagli anime ai film di Bollywood, dai supereroi ai franchise fantasy, da Sailor Moon a Game of Thrones, da Tolkien a Philip K. Dick, dai manga ai fumetti Charles Burnes e Daniel Clowes, dalle opere di Matthew Barney al cyberpunk, dall’intelligenza artificiale agli anni ‘90. Questa sorta di vocabolario estetico si sposa alla perfezione con il suo aspetto alieno, quasi sovrannaturale, che la fa somigliare ad una sorta di ibrido tra e-girl e di elfo dei boschi e secondo qualcuno ricorda "Mercoledì Addams mentre sta andando a un rave". Molti degli elementi del Grimes style arrivano dai raver degli anni ’90 come i capelli multicolor, la frangetta corta, le creepers o le band tee, che, col tempo, si sono integrati con altri provenienti dal mondo del fantasy come il trucco grafico, le orecchie a punta, gli abiti eterei come il bellissimo capo di Iris Van Herpen del Met Gala 2021 o l’abito Suminagashi, sempre della designer olandese, indossato per il video del singolo Violence.

Album, dopo album, Grimes o, come preferisce farsi chiamare attualmente, semplicemente "c" (scritto in corsivo, minuscolo, come il simbolo della velocità della luce) ha affascinato non solo gli appassionati di elettronica, ma anche diversi grandi brand che, conquistati dal suo senso dello stile, hanno scelto di vestirla o ingaggiarla come ambassador. Qualche nome? Chanel, Proenza Schouler, Alexander Wang, Stella McCartney, Louis Vuitton, Rodarte. L’interesse per la moda di Grimes resta sempre in linea con le ispirazioni che animano la sua arte, dal rapporto tra corpo e macchina alla fantascienza, ma con un occhio verso problematiche contemporanee come la sostenibilità. È la stessa "c" a raccontarlo a Vogue:

Il fashion è uno dei modi con cui il corpo umano può trasformarsi in un’opera d’arte, perciò lo prendo molto seriamente. All’inizio della carriera molti dei miei vestiti venivano dalla Salvation Army e io poi li modificavo. Ho attraversato un periodo in cui non me ne importava nulla. Oggi invece mi interessa tantissimo, ma tengo ovviamente anche alla sostenibilità. È questa la sfida, seguire la moda e però ridurne l’impatto sull’ambiente. Descriverei il mio stile come medieval-futurista, persino tecnocratico, una sorta di science fiction rococò. I miei designer preferiti sono Iris Van Herpen, Charlotte Knowles London e Hyein Seo. 

Il suo talento nella musica, la relazione con Elon Musk hanno proiettato Grimes sotto i riflettori, ma dopo la recente apparizione al Met Gala tutti si chiedono con quale look ci stupirà la cantante la prossima volta.