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Virgil Abloh è stato accusato di aver copiato il nome Off-White

Un'agenzia creativa di New York ha presentato una denuncia contro il brand di streetwear

Virgil Abloh è stato accusato di aver copiato il nome Off-White Un'agenzia creativa di New York ha presentato una denuncia contro il brand di streetwear

Domenica 7 luglio Virgil Abloh si è visto recapitare presso il tribunale federale di New York un’accusa di violazione dei diritti di Copyright da parte di OffWhite Co. Non si tratta di un’ennesima trovata del designer americano e non stiamo parlando del brand fondato dall’attuale Direttore Creativo di Louis Vuitton, ma dell’agenzia creativa con sede a New York specializzata in consulenza a marchi di tutti i settori in materia di marketing, creatività e packaging.
Abloh e Off-White - con trattino – è stato quindi citato in giudizio da OffWhite - senza trattino – con l’accusa di essersi spinto troppo vicino all’identità dell’agenzia grafica nata per altro oltre 15 anni prima del brand di streetwear.
Secondo l’esposto, Virgil, una volta ottenuta una grande notorietà, è finito per oscurare le possibilità di OffWhite Co. di comparire nei motori di ricerca e sui social network. In particolare si imputa a quelli con il trattino di aver monopolizzato in una competizione sleale l’utilizzo dell’hashtag #OffWhite, al quale l’agenzia creativa attribuisce una grande importanza commerciale, come mezzo per pubblicizzare i propri prodotti e diffondere i progetti.

Secondo quanto riporta WWD, l’ordinamento giuridico americano e in particolare il Lanham Act – la legge che regola i diritti sui marchi – consentirebbe a OffWhite Co. di ricevere un risarcimento in denaro per i danni subiti, inclusa la restituzione dei profitti derivati dalla presunta violazione. Il compito ora è quindi quello di dimostrare questa violazione e se si tratti di effettiva concorrenza sleale. OffWhite Productions afferma di non aver avuto alternative alle vie legali dopo che Off-White ha "in risposta alle prime comunicazioni, rifiutato di modificare la sua condotta in qualsiasi modo".
Secondo OffWhite, Virgil ha continuato a minimizzare il significato di questa confusione, procedendo quasi per dispetto a presentare un nuovo marchio che incorpora la parola 'OFF' in una disposizione grafica che è inconfondibilmente simile a un logo (non registrato) utilizzato da OffWhite Productions. Secondo la stessa agenzia l'abilità di utilizzare le pratiche di SEO hanno permesso al brand di moda di promuovere una violazione del termine OffWhite, spostando l'URL offwhitedesign.com dai risultati di ricerca principali di Google. In questo modo si è causato un danno d'immagine ma ancor più economico. Potremmo essere davanti a una situazione di limbo legale simile simile a quella che anni fa ha coinvolto Virgil Abloh e il brand Pyrex, diventare vittima di un fenomeno di legal fake a causa della mancanza di una reale registrazione della proprietà intellettuale.

Un nodo da chiarire è appunto quello di determinare se le due società appartengano allo stesso settore economico. Mentre la legge sul diritto d’autore americana consente a marchi operanti in settori lontani tra loro di adottare lo stesso nome, OffWhite Production avrebbe tutta la legittimità nell’andare a fondo della questione, perché Virgil Abloh nel 2012 ha registrato il suo brand nella stessa categoria di marchi e fornitori di servizi in cui era stata registrata fin dagli anni '90 l’agenzia creativa. Ciò li rende a tutti gli effetti, almeno secondo la legge, competitor.

Facile intuire che questa storia è molto meno determinata di quanto non appaia agli occhi della legge, le due aziende non dialogano negli stessi segmenti di mercato e bisogna anche tener conto del successo raggiunto in modo molto rapido di Off-White LLC, più riconosciuto sui social media rispetto a OffWhite Co. Se queste parti operassero realmente nello stesso settore e fossero vendute agli stessi consumatori, questo caso sarebbe molto più semplice da risolvere. L'U.S. Patent and Trademark Office e vari tribunali in questi casi considerano che maggiore è la similarità dell'immagine dei marchi, meno i prodotti o i servizi simili devono condividere lo stesso mercato per sostenere un accertamento su eventuali violazioni. Ciò fa ben sperare OffWhite Co. 

La legge dovrà esprimersi, rimane tuttavia la questione etica, soprattutto se si pensa a tutte le accuse di plagio già indirizzate al designer, di cui vi avevamo parlato qualche tempo fa. Virgil Abloh non è nuovo a subire attacchi di questo genere, come per esempio quelli indirizzati ai loghi o ad altri elementi identificativi delle collezioni di Off-White come le virgolette o lo zip tie, dalla dubbia paternità e per questo anche difficilmente tutelabili.

Virgil rappresenta il massimo esempio di quella generazione di creativi che è riuscita ad emergere e ad elevare un prodotto da streetstyle ad high fashion solo grazie a un’appropriazione più decisa degli strumenti social. Nel nuovo contesto streetwear la nuova visione è proprio quella di approrpiarsi di qualcosa che già esiste per dargli una nuova veste, grazie anche alla sovrapposizione di immagini somministrate a ripetizione per determinare il successo di un personaggio o un prodotto. Con queste premesse come può Virgil essere ritenuto colpevole di aver oscurato la visibilità di OffWhite Co. solo per aver sfruttato un medium al massimo delle sue potenzialità? È giusto porsi qualche domanda sull’effettiva consistenza artistica dello stilista, DJ e architetto di Rockford e sul suo modo sleale di competere nel mercato o lo si sta solamente colpevolizzando per una maggior brillantezza comunicativa?